TAPPA 4: ZOCCA-GUIGLIA

Lunghezza: 18,5 km
Tempo: 4,5 ore
Dislivello in salita: 720 mt
Dislivello in discesa: 1000 mt 
Sterrato: 65%
Asfalto: 45%
Difficoltà: Media

Acqua sul percorsoZocca (alla partenza) – Montecorone (in paese) – Monteorsello – (in paese) – Casa Galassi – Guiglia (in paese)

Dopo aver raggiunto il punto più alto del cammino inizia la discesa verso Vignola. Entreremo in boschi caratterizzati dalla presenza maestosa dei castagni per arrivare a borghi silenziosi e, dopo i Sassi di Roccamalatina, imbatterci in una nuova conformazione rocciosa di estrema bellezza: il Sasso di Sant’Andrea. Un luogo isolato, fuori dagli itinerari turistici, contrassegnato da un fascino misterioso. Scendiamo ancora, verso la selva di Monteorsello, immersi in una natura generosa di scorci da immortalare. Di tanto in tanto campi coltivati e contadini al lavoro. Ci accoglie il paese di Guiglia, un balcone naturale verso la pianura. All’interno del Castello, tante storie da raccontare e ascoltare, come quella del casinò dalla vita più breve della storia.

STRUTTURE CONVENZIONATE

Dormire a Monteorsello
Agriturismo Nonna Nella – via Buzzeda 4 – tel: 342 6681316

Dormire tra Monteorsello e Guiglia:
Casa Galassi – via Uccellara 300 – tel: 339 3317237 – 339 8056875 B&B La Terrazza

Dormire a Guiglia:
Albergo Belvedere – via Roma 18 – tel: 059 792451 – 345 0545216
Albergo la Lanterna – piazza Jacopo Cantelli 8 – 059 792444 – 338 7868923
B&B i Parioli – via Parioli 28 – tel: 059 792146 – 347 0978828
Bivacco con foresteria – presso cortile del Castello di Guiglia – tel: 393 9393505 anche per info prezzi.

MANGIARE – DOVE TROVARE IL MENU’ DEL VIANDANTE

Monteorsello: Agriturismo Nonna Nella – Ristorante Pizzeria La Braglia
Guiglia: Albergo Ristorante Belvedere – Locanda Sbrigati

PERCORSO

Zocca Partiamo dallo stesso punto da dove siamo arrivati ieri, l’incrocio tra Via Bondigli e la SP 623. Dando le spalle a Via Bondigli, attraversiamo la provinciale e proseguiamo dritti su Via Dante Alighieri, sentiero 10 del Parco che seguiremo fino a Montecorone. Si prosegue su asfalto in leggera discesa, dopo circa 200 mt giriamo a destra in Via Macello. Poco dopo sulla sinistra incontriamo il lavatoio di Cà Vignole con punto acqua. Stiamo attraversando un tratto che ci consente di spaziare con lo sguardo. La prossima indicazione ci porta ad abbandonare l’asfalto, prendiamo a sinistra uno sterrato sempre contrassegnato con il numero 10 itinerario Parco. Si tiene la destra anche se ci sono indicazioni di strada privata e si cammina nel castagneto, sempre mantenendo la destra. Per un breve tratto ci si immette su asfalto dopo aver girato a sinistra. Siamo nei pressi di Zocchetta.

Zocchetta Si attraversa il borgo antico, consigliamo sempre di farlo con calma per cogliere dettagli interessanti di questi luoghi antichi semiabbandonati. Si gira a sinistra in direzione di Montecorone. Siamo di nuovo sulla SP 623 che seguiremo per alcune centinaia di metri, passiamo la chiesa, proseguiamo ancora sulla provinciale fino a quando, dopo Casa Barattini, attraversiamo la strada e prendiamo Via Fragge che avevamo a destra, sempre itinerario 10. Scendiamo su sterrato fino ad incontrare nuovamente l’asfalto nei pressi di Montecorone. A sinistra c’è un cartello che indica ristorante e fonte di acqua solforosa, noi invece andiamo a destra in direzione del paese. Montecorone In prossimità del parcheggio il sentiero passa da itinerario 10 a itinerario 9 e si dirige a destra. Noi andiamo dritto in direzione del borgo, una piccola deviazione che allunga il percorso di soli 200 metri ma ci permette di visitare questa piccola perla delle colline modenesi. Al bivio giriamo a sinistra su Via Castello che seguiamo per poi girare a sinistra e ritrovarci nella piazzetta di Montecorone. Dopodiché scendiamo destra e poi a sinistra all’angolo di una casa. La discesa è per alcuni metri abbastanza ripida. Arriviamo nei pressi di una quercia maestosa sulla nostra destra, qui troviamo un incrocio di sentieri e strada sterrata, proseguiamo dritto tornando sull’itinerario 9 del Parco, che seguiremo fino al Sasso di Sant’Andrea. Camminiamo per un tratto nel bosco, incontriamo un gruppo di case con particolarità e colori che attirano l’attenzione, si scende e si cammina in un tratto aperto, al limite del bosco. In corrispondenza, sulla nostra sinistra, di un terreno con cataste di legna, arnie per api, si prende a destra e si torna nel bosco. Dopo 100 mt deviamo a sinistra per un’imperdibile visita al Sasso di Sant’Andrea, un altro luogo unico. In poche centinaia di metri passiamo dal bosco a spazi aperti, il terreno è quasi sabbioso, gli alberi diventano arbusti che cedono il posto alla roccia. La pietra è scavata dalle intemperie, dal vento o da chissà cos’altro. Si arriva direttamente alla sommità del Sasso e si resta colpiti da strane conformazioni che assomigliano agli ormeggi per le navi nei porti di mare. Invece siamo ai piedi dell’Appennino Tosco Emiliano. Davanti a noi il borgo antico di Montecorone. Vale la pena sedersi, stare in silenzio e stupirsi ancora per le bellezze di questo cammino. Lasciato il Sasso torniamo sull’itinerario 9, giriamo a sinistra e seguiamo il sentiero fino a Cà di Toti dove giriamo a sinistra. Dopo poco si gira a destra e si prende in ripida discesa per arrivare a quello che era il Mulino della Livia. L’itinerario 9 continua a destra fino a Roccamalatina dove si prende sempre a destra Via Fernè sentiero CAI 406 (in questo modo allunghiamo la tappa di almeno 2 km). Alternativa più breve: al bivio Mulino della Livia possiamo abbandonare l’itinerario 9 e seguire dei segni bianchi e blu, un sentiero non ufficiale del Parco che in meno di 1 km ci riporta su via Fernè e sul sentiero CAI 406. Giriamo a destra e proseguiamo qualche centinaio di metri fino a quando il sentiero gira a sinistra per portarci a Monteorsello. Subito dopo in corrispondenza di una casa si gira a sinistra (fare attenzione al cane spesso libero, si chiama Benito). Il sentiero attraversa la Selva di Monteorsello, si passa davanti alla Fattoria di Nonna Nella dove è possibile dormire e mangiare. Raggiunta di nuovo la strada asfaltata si gira a sinistra, in salita, fino alla strada SP 623 (sempre lei) che attraversiamo e seguiamo per 200 mt dirigendoci a destra, fino a quando la lasciamo dirigendoci a sinistra in salita verso Monteorsello, sempre sul sentiero CAI 406. Anche qui troviamo un borgo antico con alcune particolarità interessanti. Dopo la chiesa troviamo un bar alimentari “Raggio di Sole”. Il sentiero CAI prosegue a destra ma noi andiamo a sinistra sempre su strada asfaltata. Scendiamo su Via J. Cantelli, giriamo a sinistra in Via Rio Lovio, al termine della discesa, in corrispondenza di un filare di pioppi, giriamo a destra e seguiamo il filare fino alla fine, dove giriamo a sinistra su carreggiata di campagna, poi dopo poco a destra e poi ancora a sinistra. Siamo ai piedi di due pioppi neri giganti, questo è il secondo dei tre luoghi simbolici del cammino, ci aspetta un viandante molto particolare. Lasciato il pellegrino seguiamo la carreggiata in salita fino a raggiungere una strada vicinale in parte asfalto e in parte cemento. Giriamo a destra, ci lasciamo una casa sulla sinistra e dopo 100 metri ancora in salita siamo a Casa Galassi dove troviamo il B&B La Terrazza. Luogo strategico dal mercoledì alla domenica per andare a piedi al birrificio artigianale White Dog a 1 km di distanza (possibilità di concordare passaggio). Siamo in cammino da 4 ore e 30 minuti. Chi vuole dormire a Guiglia, dove ci sono tutti i servizi può continuare per circa 2,5 km e circa mezz’ora di cammino. Da Casa Galassi si prosegue sulla stessa strada vicinale. All’incrocio con Via Rocchetta si gira a sinistra e dopo 200 mt si prende a destra, in salita il sentiero CAI 410 che ci porta a Guiglia. Raggiunta Via Monteolo giriamo a sinistra e arrivati in Largo Ercole del Rio andiamo ancora a sinistra su Via della Repubblica, passiamo sotto il voltone e siamo in paese. Attraversiamo la piazza, saliamo ancora su Via Roma fino ai piedi del Castello che ci ritroviamo sulla destra. Passiamo sotto l’arco per concludere la tappa odierna. 

Note per il giorno successivo Anche per l’ultima tappa consigliamo di partire con qualcosa da mangiare. A Guiglia ci sono negozi di alimentari, forni e bar. L’ultimo bar alimentari, il salumificio Salusti, si trova un paio di km dopo la partenza. Non è necessario fare grandi scorte, a Savignano sul Panaro troveremo ogni tipo di servizio.

DA VEDERE: Zocchetta: antico borgo. Montecorone: antico borgo con piazzetta panoramica e Sasso di Sant’Andrea. Monterosello:antico borgo. Guiglia: castello e oratorio della Beata Vergine di San Luca che riproduce in dimensioni ridotte il santuario di Bologna

ENOGASTRONOMIA DA NON PERDERESe non l’avete già fatto provate i classici della cucina modenese, su tutti i tortellini in brodo. Guiglia però, è terra di borlenghi e sarebbe imperdonabile non assaggiarne almeno uno!