TAPPA 2: LEVIZZANO-PIEVE DI TREBBIO

Lunghezza: km 23,00
Tempo: 5,5 ore
Dislivello in salita: 890 mt
Dislivello in discesa: 650 mt
Sterrato: 57%
Asfalto: 43%
Difficoltà: Impegnativa

Acqua sul percorsoLevizzano (in paese e appena fuori, su Via Bedine, all’interno di un parco sulla sinistra) – Denzano (adiacente al cimitero) – Marano sul Panaro (piazza Matteotti – fonte La Grama).

Nella seconda tappa incontreremo paesaggi affascinanti: sulla cima del Monte Tre Croci la vista spazierà a 360° sul paesaggio circostante e troveremo il primo dei luoghi simbolici del Cammino dell’Unione. In via Rio Faellano, area a vocazione agricola, troveremo un paesaggio argilloso segnato dai calanchi di Costa d’Esen (Costa d’Asino). Ritroveremo il fiume Panaro che percorreremo in direzione opposta rispetto a ieri, verso il Cimone. A coronare la bellezza della tappa, entreremo nel Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina,  prima il magnifico sentiero dei ponticelli poi la Pieve di Trebbio, chiesa di epoca romanica e meta della giornata. Qui, per la prima volta, avremo davanti agli occhi le guglie dei Sassi.

STRUTTURE CONVENZIONATE

Dormire Marano sul Panaro:
La Casa del Ciliegio – Via del Commercio 220 – tel: 347 5318522
Castello Room&Breakfast appartamento 4/5 persone – Via Castello 30/a – tel 331 1014578

Dormire Pieve di Trebbio (Roccamalatina):
Casa Rastelli – Via Pieve di Trebbio 1606 – 059 795548 – 339 5895687 – Campeggio
Locanda il Faro – Via Sassi 1738 – tel:  059 746107 – 393 9393505
Agriturismo Cà di Cassanello – via Castellino 1768 – 059 767516 – 339 3331018 – appartamenti: minimo 4 persone, no colazione, si uso cucina.

MANGIARE – DOVE TROVARE IL MENU’ DEL VIANDANTE

Marano sul Panaro: Bacche di Lauro 
Ponte di Casona: Trattoria al Fiume (no sab e dom)
Pieve di Trebbio (Roccamalatina): Casa Rastelli – Locanda il Faro – Alto Forno Impasti Agresti, cestino per il giorno dopo da ritirare alla partenza su prenotazione. 

PERCORSO

Partenza da Levizzano Seguiamo le indicazioni della Via Romea Nonantolana occidentale fino a Denzano.Risaliamo via Celestino Cavedoni fino ad arrivare di fronte alla chiesa parrocchiale dove giriamo a sinistra e prendiamo Via Bedine. Dopo 1,5 Km dalla partenza giriamo a destra in discesa su un sentiero sassoso che costeggia filari di vite. Oltrepassiamo l’incrocio e arriviamo in Via Oltre Guerro dove giriamo subito a sinistra. Seguiamo la via fino a incontrare una strada privata che prendiamo a sinistra. Da qui inizia il primo tratto in salita della giornata che ci porterà fino al Monte Tre Croci. Dopo il ponte si prende la prima a sinistra anche se c’è scritto strada privata. Per il momento camminiamo ancora su asfalto, ma ben presto il sentiero diventerà sterrato. Teniamo la sinistra per evitare di entrare in una casa privata, passiamo di fianco a un gruppo di case diroccate ed è già possibile vedere le Tre Croci. Monte Tre Croci km 4,200 La vista spazia sul territorio circostante, a sinistra il borgo antico di Denzano, leggermente a destra i Santuario di Puianello, meta di tappa della Via Vandelli, mentre più indietro il castello di Levizzano e il campanile di Castelvetro. È un luogo affascinante che merita una sosta, qui troviamo il primo dei tre “luoghi simbolici” del cammino. Lasciamo le Tre Croci dirigendoci in discesa su strada bianca, passiamo di fianco a una casa che rimane sulla nostra destra, mentre a sinistra c’è un piccolo laghetto, subito dopo giriamo a sinistra e ci dirigiamo verso il borgo antico di Denzano. Denzano km 5,500 arriviamo in paese passando dal cimitero sulla nostra destra, di fronte a noi Via Rio Faellano che prenderemo per arrivare a Marano. Prima però, consigliamo una deviazione di circa 300 metri per raggiungere la chiesetta con a fianco la torre di epoca maltidica. Sul retro della chiesa la porta d’accesso e un bel terrazzino dove è possibile vedere ancora una volta il Monte Tre Croci. Scendiamo su via Faellano, il paesaggio diventa argilloso, alberi da frutto prendono il posto dei filari di Grasparossa, la strada è interrotta da una frana ma si passa senza nessun problema. Seguiamo Via Rio Faellano fino a incontrare le prime case di Marano, incrociamo Via Gramsci che prendiamo girando a destra.

La tappa di oggi è la più impegnativa, chi ha tempo (1 giorno in più) può fermarsi a Marano sul Panaro e spezzare in due la seconda tappa. In questo caso ci si può fermare a dormire al B&B La Casa del Ciliegio. Per raggiungerlo una volta arrivati su Via Gramsi proseguire in direzione di Piazza Matteotti e girare a sinistra su Via della Resistenza. Da qui mancheranno 750 mt al B&B. All’incrocio in corrispondenza del Parco dell’Elefante girare a sinistra in via Carlo Collodi e tenere la destra fino a incrociare la SP4. Attraversarla con attenzione e mettersi su Via Traversa che abbandoniamo dopo 250mt per girare a sinistra su via del Commercio. La percorriamo per 300 mt e sulla nostra destra troveremo il B&B. Il giorno successivo ripercorriamo a ritroso i 750 mt fino a via Gramsci e dirigersi a sinistra verso Piazza Matteotti.

Marano sul Panaro Seguiamo Via Gramsci fino ad arrivare in Piazza Matteotti km 11,500: sulla destra la chiesa parrocchiale, a sinistra la bella piazza pedonale con una quercia al centro e una fontana chiamata La Grama. Una vecchia canzone popolare sottolineava che il forestiero che avesse fatto un giro intorno alla fontana si sarebbe innamorato di una ragazza maranese e non sarebbe mai più ripartito°°°. A Marano troviamo tutti i servizi, consigliamo di fare provviste o mangiare, il prossimo punto ristoro sarà infatti al ponte della Casona ma mancano ancora circa 7 km. Scendiamo lungo la piazza e giriamo subito a destra in Via Roma che percorriamo fino a incrociare la SP4 Fondovalle che attraversiamo utilizzando le strisce pedonali. Proseguiamo dritto in Via Geminiano Valeriani e ci immettiamo subito in un sottopasso a destra che ci porta direttamente sul percorso natura del fiume Panaro dove ritroviamo la Via Romea Nonantolana occidentale. Teniamo sempre la destra in modo da avere il fiume alla nostra sinistra. Attraversiamo un parco fluviale molto frequentato d’estate, è presente anche una baracchina che serve bevande e alimenti. Giriamo a destra per attraversare un piccolo ponte di legno e poi giriamo subito a sinistra, lasciando il campo sportivo. Teniamo il sentiero per circa 6 km fino al ponte della Casona. Dopo il campo sportivo da segnalare sulla destra una coltivazione di luppolo autoctono, utilizzato per la produzione di birre artigianali, che fa di Marano il paese del luppolo. Il sentiero è piacevole, sterrato e a stretto contatto con la natura e il fiume. Casona Arriviamo in corrispondenza del ponte, giriamo a sinistra per attraversarlo e immettersi su via Fondovalle. Da questo punto in poi, fino al termine della tappa di domani, cammineremo sul sentiero CAI 400/2 e itinerario 1 del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina. Passato il ponte, sulla sinistra troviamo il bar trattoria Al Fiume, mentre sulla destra c’è un’area picnic. Da Levizzano abbiamo percorso circa 17 km. Continuiamo in leggera salita su strada asfaltata, al primo bivio teniamo la destra e dopo 1,1 km dal ponte giriamo a sinistra seguendo le indicazioni del sentiero CAI 400/2 e dell’itinerario 1. Siamo all’interno del Parco dei Sassi di Roccamalatina.

Per chi sceglie punto tappa Agriturismo Cà Cassanello seguire via Fondovalle per 4,4 km fino al bivio con via Castellino. Giriamo a destra e dopo 200 mt troviamo il chiosco La Quiete e subito dopo l’Agriturismo Cà Cassanello. Mettiamo in evidenza che in questo modo si perderà il bel sentiero dei Ponticelli e, a meno che il giorno seguente si vada a Pieve di Trebbio, seguendo via Castellino a sinistra anziché a destra per 2.00 km, anche la pieve romanica e la possibilità di salire al Sasso della Croce.  Essendo la terza tappa relativamente breve si può pensare di andare fino a Pieve di Trebbio e ricongiungersi al sentiero ufficiale.

Per chi fa tappa a Pieve di Trebbio dopo aver girato a sinistra sull’itinerario 1 nei pressi di Rio Frascara, prima di entrare nel bosco, incontriamo interessanti formazioni argillose (calanchi). Incrociato il corso d’acqua, all’ombra del bosco, ci immergiamo in una natura insolita e suggestiva. Inizia infatti un sentiero caratterizzato da 18 ponticelli di legno di diversa natura che attraversano ripetutamente il Rio Frascara. Varcato l’ultimo, il sentiero inizia a salire in ripida ascesa, tuttavia non troppo lunga, durante la quale incontreremo una presenza curiosa a cui è stato dato il nome di Zio Teofilo. Al termine della salita si esce dal bosco, si gira a destra e ci si dirige verso la Pieve romanica. Pieve di Trebbio km 22,800Oltrepassata la chiesetta e l’adiacente battistero (consigliatissima la visita) proseguiamo su asfalto e per la prima volta, davanti a noi, ammiriamo le imponenti guglie dei Sassi di Roccamalatina. Ci troviamo in un contesto naturale unico e irripetibile. La meta di tappa è raggiunta, ora bisogna dirigersi verso il punto accoglienza. Ricordate che Pieve di Trebbio non offre molto ed è necessario organizzare preventivamente cena e colazione. Per chi ha prenotato a Cà Rastelli, sistemazione in camera o in tenda, una volta giunti al parcheggio di Pieve di Trebbio si gira a destra (ci sono già le indicazioni per l’agriturismo) seguendo i sentieri 1A e 3. Dopo 200 mt si gira a destra e si sale fino al culmine del piccolo insediamento, dove troviamo in posizione panoramica l’agriturismo Cà Rastelli. Per chi ha prenotato alla locanda il Faro dal parcheggio continuare per 800 mt in direzione dei Sassi di Roccamalatina, sul sentiero CAI 400/2 e itinerario 1 (lo stesso che dovranno seguire il giorno successivo coloro che si sono fermati all’agriturismo). Si prosegue dritto fino a raggiungere la locanda che troviamo sulla nostra destra. Vista da lontano l’edificio non è in armonia con il paesaggio, ma da quel punto si può godere di una vista meravigliosa sui Sassi. 

Note per il giorno successivo consigliato rifornirsi di cibo. Tappa breve, a Samone si incontrano bar e trattoria, ma partire con una scorta di emergenza è una buona idea (Alto Forno cestino dolce salato a 10 € – prenotarlo il giorno prima).

DA VEDERE: Monte Tre Croci: Un luogo insolito. Qui anche il primo dei 3 “luoghi simbolici” di questo cammino. Denzano: Torre Maltidica ed esterno della chiesa. Marano sul Panaro: Piazza Matteotti con quercia e fontana La GramaPieve di Trebbio: antica pieve romanica. Borgo di Sopra: vista dei Sassi e salita (consigliata) al Sasso della Croce. (Valutare se rimandarla alla mattina seguente – la tappa n° 3 è decisamente più corta)

ENOGASTRONOMIA DA NON PERDEREDa Marano in poi, fino al ritorno a Vignola ci troviamo in un territorio dove la cucina regala piatti indimenticabili: Tortellini in brodo, Tortelloni di ricotta ed erbette, Lasagne alla bolognese, Tigelle o Crescentine e Gnocco Fritto accompagnati da salumi (su tutti il prosciutto DOP di Modena), formaggi tipici e l’immancabile “pesto”: un condimento a base di lardo ed erbe aromatiche perfetto per farcire le tigelle. Il cibo più insolito, che si trova solo in queste zone è il Borlengo, una sfogliata che si mangia con le mani tradizionalmente condita con il lardo, ovviamente!

°°° La Grama (canzone popolare maranese) 

In piazza di Marano c’è una fonte  
che getta sempre acqua in abbondanza
delle ragazze belle ce n’è tante
dei giovanotti poi non se ne parla

Rit.Quando io vedo te, am casca al bregh, al giubàtt, al gilè.
Quando io vedo la, in Paradiso mi par di volar.

……….

Il forestier che, scapolo, a la “Grama”,
facendo un giro attorno, l’acqua beve, 
residenza a Marano prender deve,
da una ragazza attratto che lo ama.

Rit.Quando io vedo te, am casca al bregh, al giubàtt, al gilè.
Quando ti vedo la, in Paradiso mi par di volar.